INTERVISTA A HORST KLEIN di Martina Bravo, II B

Oggi, 13 novembre 1963, a due anni esatti dalla costruzione del Muro, ho partecipato ad una conferenza molto importante per la mia carriera giornalistica. Ho intervistato il berlinese Horst Klein”.

Io:       Buongiorno signor Klein. Lei che ne pensa del Muro?

Klein: Buongiorno, signorina Bravo. Io credo che il Muro sia un luogo di morte. Proprio per questo io mi ritengo molto fortunato.

Io:       Perché? Cosa le è successo?

Klein: Nel dicembre dell’anno scorso ho progettato la mia fuga da Berlino Est, su un cavo della corrente inutilizzato. Essendo un trapezista, è stato abbastanza semplice per me arrampicarmi su di un palo della corrente, vicino al Muro, a 20 m sopra i militari di guardia. Mi sono aggrappato con le mani al cavo che passava sopra di questo e sono andato avanti così. Quando ho iniziato a sentirmi stanco, ho deciso di camminare sul mio supporto, cercando un equilibrio difficile da ottenere. Improvvisamente sono caduto dall’altra parte del muro. Non sono riuscito a tenermi con le mani mentre “volavo” giù dal cavo e, quando ho raggiunto il suolo, mi sono rotto le braccia. Ero, però, salvo a Berlino Ovest.

Io:       Prima di scavalcare il muro, cosa pensava ci fosse al di là da questo?

Klein: Il mio circo, che è il mio lavoro, e la democrazia che io preferisco al comunismo.

Io:       Perché è scappato da Berlino Est?

Klein: Dovevo esibirmi a Berlino Ovest, ma me lo hanno vietato a causa delle mie idee anti-comuniste. Io, però, non avrei potuto vivere un giorno di più senza sentire l’odore del circo nelle mie narici, senza respirare quell’aria di libertà che mi ha sempre fatto vivere.

Io:       Come si trova ora a Berlino Ovest?

Klein: Bene. Qui c’è ricchezza, c’è la proprietà privata, le fabbriche non appartengono allo Stato e dunque possono produrre in concorrenza tra loro, ma, soprattutto, c’è maggiore libertà sia di movimento, che di manifestazione del pensiero.

Io:       Come si trovava a Berlino Est?

Klein: Col divieto di esibirmi a Berlino Ovest, non potevo di certo stare bene. Il regime totalitario comunista è andato a eliminare la libertà mia e degli altri cittadini, impedendo a ciascuno di realizzarsi nella propria vita e nel proprio lavoro. Inoltre ha gettato la Germania Est in condizioni economiche precarie, lasciando i cittadini in una povertà notevole, con una ricchezza concentrata nelle mani delle poche persone al potere.

Io:       L’ultima domanda, poi la lascio andare. Nel suo discorso del 26 giugno di quest’anno, durato non più di 10 minuti e prevalentemente in inglese, John Kennedy disse una frase che mi colpì: “Tutti gli uomini liberi, ovunque si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di dire: «Ich bin ein Berliner». Lei cosa ne pensa?

Klein: Ho ascoltato con attenzione quel discorso e sono rimasto impressionato da questo. Il presidente degli USA diceva di sentirsi berlinese, di condividere lo stato d’animo quotidiano degli abitanti della città. Disse inoltre che “il mondo libero dal comunismo, il mondo della democrazia” ci guarda. Spero che si attivi affinché si creino le condizioni per poter abbattere il Muro al più presto. Spero che tutti capiscano che il Muro divide e che non ne devono essere costruiti altri.

Interviste a cura di Rachele Pietrogiacomi, II B

Due anni fa è stato realizzato un muro che ha diviso non solo una città, ma addirittura palazzi, parchi e cimiteri. Oggi, 13 Agosto 1963, mi trovo a Berlino, curiosa di scoprire come si vive, da una parte e l’altra del muro.

   Ho deciso di andare al Checkpoint Charlie. Davanti il Cafè Adler, poco distante, vedo un ragazzo che suona la chitarra. Mi avvicino e, senza giri di parole, gli domando: “Buongiorno, voi ragazzi di Berlino Ovest, cosa ne pensate del muro?”. Mi guarda prima incuriosito ma subito risponde: “Pensiamo che il Muro da un lato sia inquietante, perché si ha l’impressione di essere imprigionati dal nemico, dall’altro sembra di vivere in un’isola felice. Infatti sono permesse molte cose che nel resto della Germania dell’Ovest non sono possibili. Noi giovani non dobbiamo svolgere il servizio militare, siamo più liberi e si suona tanta musica”.

   Lo ringrazio e curiosa di conoscere qualcuno dall’altra parte del Muro, attraversando il Check Point Charlie, grazie ad un permesso speciale che mi ha concesso la mia ambasciata, mi avvio attraverso un largo spazio vuoto verso un ragazzo che vedo poco distante.

   Mi presento e chiedo la stessa cosa: “Buongiorno, voi ragazzi di Berlino Est, cosa ne pensate del muro?”. Dopo qualche secondo il ragazzo, serio, risponde: “Noi dell’Est ci sentiamo privi di libertà. Nei primi momenti, quando il muro era ancora in costruzione e gli edifici erano ancora vicini ad esso, tanti hanno provato a scappare, saltando da un edificio all’altro, trasportati da teleferiche, attraverso tunnel sotterranei. Tanti all’inizio ci sono riusciti. Per fermarli è nata la “terra di nessuno”, questo spazio senza nulla, che ci separa dal muro. Qui i soldati hanno il permesso di sparare se qualcuno si avvicina. Possiamo vedere la libertà, ma non arrivarci”.

Li saluto e scrivo il mio articolo di giornale. Dimenticavo, sono Rachele e scrivo per un importante giornale degli Stati Uniti.

Interviste a cura di Carlotta Spadini, II B

Berlino:1963

Sono Carlotta. In questo momento mi trovo a Berlino. Sono venuta qui da Rio, ossia dal Brasile, per intervistare alcuni cittadini di Berlino ovest e di Berlino est, per sapere qual è la loro opinione riguardo al muro che è stato fatto erigere e su cosa ha comportato nella loro quotidianità. Gli intervistati riceveranno le stesse domande per avere un paragone sulle due città.

Berlino est: bar

Sono appena entrata in un bar vicino alla piazza, in esso non vi si trova molta  gente; ad un certo punto mi avvicino ad un ragazzo:

  •  Buongiorno, sono una giornalista che si è recata in questo luogo per capire cosa ne pensa il popolo della loro vita da quando è stato innalzato il muro. Mi permette di porle alcune domande su questo argomento?
  •  Buongiorno anche a lei. Certamente, da dove vuole iniziare?
  •  Crede sia stato un bene fare erigere il Muro?
  • Ovviamente credo che non sia stato un bene far erigere questo Muro e dividere famiglie ignare di cosa potesse accadere.
  •  Cosa è cambiato nella sua vita? Lei ha ancora un impiego stabile che le permette di mantenersi e mantenere le sue spese?
  •  Nella mia vita, sono cambiate molte cose dopo quest’accaduto: ora sono disoccupato e vivo con i pochi risparmi che dividiamo io e la mia famiglia.
  •  Bene, ho finito le domande da porle, la ringrazio per la sua pazienza. Arrivederci.
  •  Arrivederla.

Berlino ovest: bar

Sono entrata in un bar, però a differenza di quello che si trovava a Berlino est, in esso vi si trova parecchia gente. Mi avvicino ad un ragazzo ed inizio ad intervistarlo:

  •  Buongiorno, sono una giornalista che si è recata in questo luogo per capire cosa ne pensa il popolo della loro vita da quando è stato innalzato il muro. Mi permette di porle alcune domande su questo argomento?
  •  Buongiorno anche a lei. Certamente.
  •  Crede sia stato un bene fare erigere il Muro?
  •  Ovviamente no, anche perché il governo non si è fatto scrupolo ad avvisare le famiglie sul confine. Inoltre sono state divise dai loro parenti.
  •  Cosa è cambiato nella sua vita? Lei ha ancora un impiego stabile che le permette di mantenersi e mantenere le sue spese?
  •  Nella mia vita non sono poi cambiate tante cose. Ho ancora un lavoro stabile che mi permette di continuare a finanziare la mia famiglia e di mantenere la mia casa.
  •  Bene, ho finito le domande da porle, la ringrazio per avermi dedicato il suo tempo arrivederci.
  • Arrivederla

Dopo queste splendide interviste, posso tornare soddisfatta a casa: vivo a Parigi e scrivo per un importante giornale del posto.

Intervista a cura di Aleftina Ivashura , II B

Aleftina: Salve, sono una giornalista, sto facendo un’intervista su Berlino. Va bene se le faccio delle domande?

Julia: Salve, certo.

Aleftina: Allora, secondo lei hanno fatto bene a costruire questo Muro?

Julia: Secondo me, no… Alcuni diranno che quelli che scappavano da est volevano solo la nostra ricchezza…Ma non è così.

Aleftina: Eh, quali sono le condizioni di vita a Berlino ovest?

Julia: Sono normali come in altri Stati: abbiamo tutto.

Aleftina: Capisco, grazie per aver risposto a queste domande. Arrivederci.

Come avete visto, ci hanno risposto sinceramente. Abbiamo capito che sono diverse le condizioni di vita nelle due parti. Da me è tutto. Buona giornata e alla prossima.

Intervista a cura di Chiara Santarello, II D

Ciao, io sono Chiara Santarello e sto andando ad intervistare gli abitanti di Berlino.

Inizio con l’intervistare un cittadino di Berlino Est, chiedendogli:

  • Come ti chiami? 
  • Come si vive da questa parte del Muro?
  • Hai parenti a Belino Ovest?
  • Tu eri d’accordo con la costruzione del Muro?
  • Ti piacerebbe andare al di là del Muro?
  • Cosa ti aspetti di vedere dall’altra parte?
  • Io mi chiamo Elias, sono nato da questa parte del muro e le poche notizie che mi giungono dall’altra parte, le ho ricevute tramite i miei parenti che sono fuggiti a Berlino Ovest.
  • Sapendo poco o nulla della vita che si conduce a Berlino Ovest, mi sono adattato a vivere da questa parte, ma ogni tanto mi sento triste nel pensare, che non posso stare con i miei familiari, ridere e divertirmi con loro.
  • I miei familiari non li vedo da circa 8 anni, perché sono scappati via dall’altra parte del muro, dopo due giorni che è stato costruito.
  • Non ero d’accordo con la costruzione del muro, perché secondo me non è giusto dividere le famiglie.
  • Mi piacerebbe andare al di là del muro, per poter abbracciare i miei familiari, mi mancano molto.
  • Il mio sogno è di vedere l’altra parte della città di Berlino, dove mi dicono esserci grandi centri commerciali e dove la gente vive felice e non è sorvegliata giorno e notte dalla polizia.

Ciao Elias, grazie mille per l’intervista. Ti auguro di realizzare al più presto i tuoi sogni.

Ora passo ad intervistare una cittadina di Berlino Ovest:

  • Io mi chiamo Sophia, sono nata a Berlino Ovest quando il muro era già stato realizzato.
  • La mia famiglia è originaria di Berlino Est, i miei sono venuti qui, nascondendosi in un treno merci. Mia madre mi racconta di quando loro vivevano nel lato Est della città, del coprifuoco e delle ristrettezze economiche che erano costretti a subire. Tutta la mia famiglia è qui con me, non abbiamo più nessuno dall’altra parte del muro.
  • Naturalmente non sono d’accordo con la costruzione del Muro, spero che venga abbattuto al più presto.
  • Più che andare io al di là del muro, spero che venga demolito e che tutti noi cittadini di Berlino impariamo a vivere sotto una stessa bandiera e governo della città.
  • Per quello che mi hanno raccontato, penso che nel lato Est, le persone conducano una vita difficile, piena di privazioni e sorvegliata costantemente dai militari.

Ciao Sophia, grazie per le tue parole.

Intervista a cura di Leone Andrea Ingallina, II D

Salve, sono il giornalista Andrea Ingallina. Vivo negli Stati Uniti e sto andando a Berlino per intervistare alcuni abitanti di Berlino ovest e di Berlino est. Grazie a un permesso della mia ambasciat,a posso circolare liberamente da una parte all’altra della città.

Finalmente sono arrivato a Berlino, poso le mie valige nell’ albergo e vado a mangiare in un risto bar. Finito di mangiare, incontro una famiglia di Berlino est e chiedo loro se posso intervistarli sul muro che li divide dal resto della città. Improvvisamente la loro espressione cambia, ma con disponibilità accettano. Cosi inizio con le domande:

io:cosa ne pensate di questo muro?

famiglia est: purtroppo siamo sotto dittatura ed, economicamente, siamo poveri perché,anche se a tutti è dato un lavoro, siamo sottopagati e sfruttati

io:come siate visti dagli abitanti di Berlino Ovest?

famiglia est:purtroppo loro si sentono migliori di noi:buttano rifiuti che a loro non servono più dalla nostra parte della città e noi li ricicliamo e riutilizziamo dandogli nuova vita.

io:che cosa vorreste per il futuro?

famiglia est:vorremmo che questo muro di cemento e filo spinato fosse buttato giù,cosi terminerebbe la nostra sofferenza.

Da Berlino est è tutto. Ora andrò alla ricerca di una famiglia di Berlino Ovest.

Sono qui, da due giorni, a Berlino ovest e noto sulle persone una espressione molto più serena. Ho conosciuto ed intervistato molte persone e una famiglia mi ha aperto le porte di casa  e ne ho approfittato per fare alcune domande.

IO: vi ringrazio per la vostra cordialità e disponibilità nel farmi conoscere il vostro punto di vista rispetto la divisione del muro di Berlino.

IO:visto il bombardamento avvenuto, come state rimediando nell’ edificazione?

Famiglia Berlino ovest: Abbiamo già ricostruito molti edifici con ampi spazi e delle aree verdi.

IO: Cosa ne pensate della presenza degli stranieri nella vostra città?

Famiglia Berlino ovest: siamo invasi quasi per l’ 80% dagli immigrati e di questa percentuale il 96,5% è di una comunità turca. Quindi siamo d’accordo con gli abitanti di Berlino est, sul fatto che la presenza degli stranieri sia eccessiva

IO: c’è molta delinquenza nel vostro Paese?

Famiglia Berlino ovest: Poca, perché, appena rapini un negozio, non puoi fuggire dalla polizia visto che il Paese è molto piccolo e si andrebbe a sbattere al muro che ci divide. La delinquenza si concentra soprattutto nel quartiere Potsdamer Strasse con prostituzione, bische e gira molta droga.

 Terminato ho trascorso il resto del pomeriggio con loro e mi hanno raccontato vari aneddoti personali che non volevano riportassi nel intervista.

Da Ingallina è tutto,

 cordiali saluti

Interviste a cura di Riccardo F. Boni, II B

Berlino Est

Riccardo: “Ciao! Raccontaci un po’ di come si viveva a Berlino Est, dopo la creazione del Muro.”

Veronika: “La situazione era tutt’altro che serena: la popolazione si ritrovò di colpo a essere divisa in due territori e molte famiglie furono separate di punto in bianco. Si viveva nella paura: c’era l’ordine di sparare a chiunque tentasse di attraversare il Muro. Non c’era libertà: per esempio, le madri   non avevano la scelta di rimanere a casa oppure di andare a lavorare. Non c’era proprio la possibilità di essere casalinga perché la situazione economica non lo permetteva. E poi contributi dallo Stato per i bimbi come esistono oggi, non ce ne erano a quell’epoca.

Gli affitti non erano cari: l’affitto per l’appartamento di comfort completo costava 94.80 marchi, incluso il costo dei riscaldamenti. Nella media un metro quadrato al mese costava un marco e gli affitti restavano gli stessi per decenni. Gli appartamenti erano davvero pochi.

Per questo motivo li assegnava l’amministrazione comunale. Importante per l’assegnazione era la situazione famigliare: gli studenti non ricevevano quasi mai un appartamento proprio, ma vivevano in alloggi comuni. Con il matrimonio, una coppia aveva il diritto di avere un appartamento piccolo. Per un appartamento più grande e moderno si doveva aspettare tanto tempo. Si costruivano le case, soprattutto dove c’erano grandi aziende. Gli appartamenti “vecchi”, storici e belli, nel frattempo li distruggevano tutti, oppure venivano presi dalla stasi e trasformati in basi di spionaggio.

Riccardo: “Cosa pensi del muro di Berlino? Secondo te a è stata una buona idea?”

Veronika: “No, perchè molte famiglie vennero divise; molte persone vennero uccise ed è un pensiero sbagliato quello di dividere uno Stato a metà per il numero di persone presenti da una parte o da un’altra.”

Berlino Ovest   

Riccardo: “Come era per te vivere a Berlino Ovest delimitata dal Muro?”

Alice: “Si aveva l’impressione di essere imprigionati con gli occupanti alle spalle. Dall’alto lato, sembrava di vivere in un’isola, in cui erano permesse molte cose che nel resto della Germania dell’Ovest non erano possibili. Il servizio militare non era obbligatorio per gli uomini e, in generale, a Berlino ci si sentiva più liberi, per esempio anche riguardo all’omosessualità.

C’era un posto di blocco, chiamato CheckPoint Charlie, che era una specie di “posto bloccato”: con l ‘autorizzazione, potevi oltrepassare il muro.”

Riccardo: “Dimmi, secondo te, il muro è stato una buona idea o un errore?”

Alice: “Uno sbaglio madornale perché molte persone vennero uccise tra il 1961 e il 1989: si stima che almeno 138 persone siano morte nel tentativo di passare il confine. Tra questi si contano i morti a causa del filo spinato e coloro che, invece, sono stati uccisi dalle guardie, che avevano l’ordine di sparare su qualsiasi cittadino tentasse di oltrepassare il confine”.

Interviste a cura di Nicole Porcari, II D

Buongiorno, sono Nicole Porcari e sono una giornalista inglese, che lavora presso la testata giornalistica “Open Mind”. Oggi mi trovo a Berlino e sto per intervistare i berlinesi che stanno vivendo, in prima persona, la realtà del muro di Berlino. In questo momento c’è la signora Draga Zdelar.

Da quale zona proviene?

Sono cresciuta a Berlino Ovest ed ho sempre vissuto lì.

E’ mai stata nella Berlino Est?

Fino a pochi anni fa, andavo spesso a Berlino Est, perché lì ci sono amici di famiglia.

Come vive la presenza del muro?

Dove abito non si percepisce la sua presenza, ma lavoro in una scuola molto vicino al muro dove l’atmosfera è tesa, le persone sono nervose, quasi arrabbiate.

E’ mai più stata nella zona Est di Berlino?

Una volta con i colleghi abbiamo fatto richiesta di permesso per un giorno, per portare i bambini allo zoo di Berlino Est. Purtroppo, però, oltre questa breve situazione ci è assolutamente proibito l’accesso nella zona Est.

Cosa ne pensa dell’esistenza di questo muro?

Per me il muro rappresenta una prigione costruita dall’uomo per l’uomo stesso. Ricordo ancora la città unita e auspico possa ritornarlo presto, anche se la politica non ci dà speranza a breve, giornali e televisioni non ne parlano. Viviamo ancora quella paura che i soldati possano sparare.

Con molta fatica riesco ad ottenere l’intervista di Adam Weber, un cittadino della Berlino Est.

Com’è la vita a Berlino Est?

Tutti hanno un lavoro e tutti sono “ricchi” allo stesso modo, ma è difficile avere una macchina. Lo Stato dirige tutto, persino le donne devono lavorare per forza; appartiene tutto allo Stato: negozi, banche, fabbriche; non esistono aziende private. Abbiamo, comunque, un equilibrio.

Ha mai pensato di scavalcare il muro?

No! Tu scavalcheresti il muro sapendo di non rivedere mai più la tua famiglia?

Ha conosciuto qualcuno che ha tentato di oltrepassare il muro?

Ho perso tanti amici che hanno cercato di ricongiungersi con la propria famiglia che si trovava a Berlino Ovest. Alcuni hanno tentato di guadagnare la libertà in modi rocamboleschi: mongolfiere, treni in corsa, tunnel sotterranei. Io penso che scappare non risolva il problema. Le cose si cambiano restando sul posto.

Saresti felice se cadesse il muro?

Mi piacerebbe avere la libertà di decidere autonomamente quando andare nella zona Ovest, ho diversi amici lì. Oggi vivo il presente, ma spero in un futuro libero.

Berlino TV Show – di Marta Pirri e Valeria Martini, II C

Oggi intervisterò due cittadini di Berlino, il primo viene da Berlino Ovest, l’altro da Berlino Est.

Anna: Ciao a tutti ragazzi, questo è il BERLINO TV SHOW. E’ da questa mattina che vado alla ricerca di informazioni per questo programma, ed ora mi è venuto un certo languorino… ora sono alla ricerca di un bar o di un ristorante, vi terrò aggiornati su nuove scoperte.

Più tardi… A Berlino Est…

Anna:  Hello sir, do you speak Italian?

Anonimo: Yes

Anna: Come ti chiami?

Anonimo: Elias

Anna: Ti posso disturbare per un’intervista?

Elias: Certo!

Anna: Ecco alcune domande a cui dovrai rispondere sinceramente:

Ti piace vivere a Berlino Est?

Perché?

Secondo te questo muro che divide la città di Berlino, è utile?

Vuoi continuare a vivere in questa parte di città oppure vorresti fuggire e visitare altri Paesi o

semplicemente varcare questo perimetro che divide tante famiglie?

Elias: Wow, quante domande! Cercherò di rispondere a tutte…

Oggi in questa metà della città in cui ho vissuto per tanti anni, ho una famiglia, con la quale mi diverto e con cui passo tanto tempo a ridere e a scherzare. Ho otto figli e non li voglio perdere per nessun motivo, neanche per un semplice muro insignificante, un pezzo di cemento che non cambierà solo la mia storia, ma di tutti coloro che ieri erano felici e che oggi sperano che il giorno della costruzione di esso non sia mai esistito. Mi manca affacciarmi alla finestra di casa mia e non vedere più i bambini andare a scuola accompagnati dai loro genitori. Ormai non entra più luce in casa perché il muro è stato eretto ad un metro di distanza dal nostro piccolo appartamento di campagna. Adesso come adesso spero solo che esso venga abbattuto ed io sarò uno dei primi a provarci.

Anna: Grazie per la commovente storia, credo in te, ce la farai, ne sono certa.

Elias: Grazie della tua fiducia, ora vado di fretta, ciao!

Anna: Ciao, io dato che sono molto stanca cerco un B&B e mi vado a riposare, è stata una giornata molto lunga e domani sarà molto intensa, dovrò affrontare un lungo viaggio! Buonanotte.

Il giorno seguente…

Anna: Buongiorno a tutti! Oggi sono carica di energie, in questo momento sono le 14:23 e sono appena arrivata a Berlino Ovest. Ora mi trovo nella piazza principale in cerca di nuove notizie, pronta ad ascoltare nuove storie come quella di Elias, che ci ha fatto commuovere.

Più tardi…

Anna: Sono in cerca di nuovi abiti, dato che qui fa molto freddo e se la commessa sarà d’accordo scambierò due parole con lei, speriamo parli l’italiano.

Entrata nel negozio Anna chiede alla commessa se può intervistarla, ma lei rifiuta, sia perché è occupata, sia perché non vuole parlare della sua vita ad estranei. Anna accetta la sua decisione, compra i maglioni e cerca nuove persone da intervistare.

Nella piazza trova Maximus, un ragazzo con una vita molto movimentata e anche qui credo che qualche lacrima bagnerà le guance di Anna.

Anna: Ora intervisteremo questo ragazzo che si presenterà con una storia della sua vita. A te la parola Maximus.

Maximus: Nella mia vita sono sempre stato un ragazzo fortunato; andavo a scuola, mangiavo buon cibo e avevo una famiglia che mi voleva bene. Studiavo in un’università e avevo anche una buona media. I miei genitori abitavano nell’attuale Berlino Est, ma la mia scuola si trovava dall’altra parte, un giorno decisi di andare a trovare i miei genitori, ma le guardie mi fermarono dicendomi che ormai non c’era più via d’uscita da quella città e mi indicarono il muro. Ero disperato, senza i miei genitori non ero nulla. Questo accadde… sapete quando? Tre giorni fa, ora sono distrutto, non oso immaginare tra un anno o due.

Anna: Storia che mi ha commosso, come avevo previsto, non voglio rubarti troppo tempo, quindi ti chiedo un’ultima cosa: Te ne vorresti andare da Berlino Ovest e tornare dai tuoi genitori a Berlino Est?

Maximus: Si, non aspetto altro.

Anna: Ok, grazie per averci dedicato tutto questo tempo per noi indispensabile spero di rincontrarti presto, magari quando il muro sarà già stato abbattuto da tempo, ciao.

Maximus: Ciao, anche io spero di rincontrarti presto.

Queste sono due semplici ma complicate storie di due cittadini di Berlino, uno appartenente a Berlino Est, l’altro a Berlino Ovest. Ringraziamo Anna, Elias e Maximus ed infine le autrici di questo programma televisivo: Maria Pirri e Valeria Martini!

intervista a cura di Andrea Zanier, II D

Ciao, oggi è il 4 agosto 1963. Sono un giornalista e sto partendo per andare a Berlino ed intervistare gli abitanti di Berlino Est e Berlino Ovest. Dopo la costruzione di questo muro, penso che gli abitanti di questa città siano abbastanza sconvolti ed ho saputo che le loro condizioni sono molto diverse. Eccomi arrivato, per fortuna ho avuto il permesso di attraversare il muro. Ora cercherò degli abitanti che si vogliano far intervistare. Bene, ne ho trovati molti a Berlino Est e tutti mi hanno detto che le loro condizioni sono molto sfavorevoli. Mi hanno detto che non ci sono molti soldi, che fanno fatica a trovare lavoro e quasi non possono mandare i loro figli a scuola. Ora, dopo questa brutta notizia da parte degli abitanti di Berlino Est, passerò ad intervistare le persone di Berlino Ovest; anche qui ne ho trovati tanti e, anche qui, mi dicono tutti la stessa cosa. Tuttavia, al contrario di Berlino Est, le loro condizioni sono molto favorevoli: loro hanno molti soldi, non fanno fatica a trovare lavoro e si possono permettere di mandare i loro figli a scuole pregiate. Dopo queste notizie, possiamo dire che per gli abitanti di Berlino Est questo muro si deve abbattere. Invece, per gli abitanti di Berlino Ovest, il muro si può anche tenere.

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