Di Alessio Fioroni

Il 29 aprile scorso, in occasione della manifestazione Lievito, contenitore di eventi culturali e artistici, alcuni alunni in rappresentanza delle classi terze del nostro istituto si sono recati al liceo scientifico Grassi, per assistere allo spettacolo teatrale “Il tesoro di Manuch”, scritto e diretto dall’attore Davis Tagliaferro. L’opera consiste in un monologo teatrale, ove l’attore principale racconta e interpreta tutti  i personaggi presenti.

“Il tesoro di Manuch” è la storia di un bambino Rom vissuto nelle baracche della periferia di Roma. Il bambino, all’età di 8 anni, una volta inoltratosi in un appartamento molto lussuoso, trova un grosso e vecchio baule. Dopo averlo aperto, scopre una grande quantità di libri. Afflitto dalla scoperta, decide di sbarazzarsi dello scrigno portandolo al  vecchio del villaggio, ma quest’ultimo gli chiede: “Ti piacciono le storie?” e lo invita a sedersi accanto a lui iniziando a leggere un racconto dello scrittore Pasolini. Da quel momento il ragazzo, vinto dalla curiosità, scopre giorno dopo giorno la letteratura, appassionandosi alla lettura e alla scrittura. L’esito della storia porterà di nuovo il giovane davanti al baule e a capire soltanto allora di aver scoperto un tesoro.

Nello spettacolo troviamo racconti, poesie e monologhi dei più grandi autori del ‘900 e non: Pier Paolo Pasolini, Pablo Neruda, Trilussa, Palazzeschi, Leopardi… Il tutto accompagnato dalla musica di grandi compositori quali J. S. Bach, Erik Satie, Keith Jarrett e tanti altri, interpretati dal vivo al pianoforte da Emanuela Berardi. La scenografia era composta da un’illuminotecnica molto semplice; inoltre gli unici strumenti di cui ha avuto bisogno l’attore sono stati un leggio e una sedia. L’attore durante l’interpretazione del copione ha saputo colpire il pubblico con i monologhi neorealistici di Pasolini, grazie al dialetto romanesco, e con la poesia “Lasciatemi divertire” di Palazzeschi, ballata e narrata in modo eccentrico e circense. Come obbiettivi didattici l’opera ha lo scopo di mettere a confronto la “cultura” del Dio Denaro con la ricchezza della cultura fatta di sapere e di conoscenza.

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