Di Giorgia Taglino

Il nostro viaggio verso Auschwitz ha fatto tappa nella bellissima città di Praga, capitale della Repubblica Ceca ed una delle città europee turisticamente più frequentate.

Siamo arrivati in tardo pomeriggio e anche se il tempo non era un granché; dopo aver depositato i nostri bagagli in hotel, con l’aiuto di una guida ci siamo addentrati nella meravigliosa città.

Abbiamo iniziato la nostra spedizione con Piazza San Venceslao, un tempo mercato dei cavalli: situata nel quartiere della Città Nuova è una delle maggiori attrazioni turistiche della città. La piazza però non è sempre stata così conosciuta, infatti la storia racconta che solo dopo il 16 gennaio del 1969 la piazza abbia cominciato a “risplendere”. In questo momento è molto probabile che voi vi stiate chiedendo perché: dovete sapere che si ricorda quella data in onore dello studente universitario Jan Palach, il quale, durante il periodo storico noto come “Primavera di Praga”, come segno di protesta per l’invasione dei carri armati sovietici del 1968 si tolse la vita dandosi fuoco.

Sì, devo dire che come nome della piazza Venceslao è molto particolare, ma c’è un motivo per il quale si chiama così, infatti San Venceslao è il patrono del paese.

Non so voi, ma a me sta venendo un certo languorino al ricordo di quel “rotolo” che insieme alle mie compagne abbiamo divorato! Infatti non potete dire di essere passati per Praga se non avete mai assaggiato il trdlo (o trdlenik), che non è altro che il tipico dolce del luogo, anche se è pur vero che viene chiamato in tre modi differenti. Esiste il rotolo ungherese, il rotolo ceco e quello slovacco ed anche se più di trent’anni fa nessuno dei tre paesi ne conosceva l’esistenza, oggi fanno a gara per capire a chi appartenga veramente.

Camminando, camminando sotto la pioggia, ci siamo riparati sotto i tetti del Giardino dei Francescani, dove i turisti e la gente del posto vanno per passare un po’ di tempo in tranquillità. Il giardino è ricco di siepi, arcate di metallo ricche di rose rosse, statue molto interessanti, una splendida fontana e molti alberi da frutto.

Abbiamo anche attraversato la zona dove un tempo si trovava il piccolo ponte (in ceco Mustec), luogo dove, quando Praga era ancora divisa in Città Vecchia e Città Nuova, le donne venivano a lavare i panni nell’acqua corrente.

Un tempo in questo quartiere c’erano tre pozzi e siccome nel Medioevo non si avevano tutte le comodità che abbiamo oggi, d’inverno, per tenere l’acqua calda e per non farla congelare si cospargevano i pozzi di letame e la gente purtroppo era costretta a bere quell’acqua.

Praga è anche molto conosciuta per il suo forte legame con il teatro e la musica, infatti nella Città Vecchia si trova il teatro delle Corporazioni, famoso per la prima mondiale di “Don Giovanni”. Mozart dedicò questo brano proprio alla capitale cecoslovacca, dove, dopo aver perso i suoi “simpatizzanti” a Salisburgo, incontra i suoi veri fan, che non sono solo gente nobile, ma la sua musica viene anche molto apprezzata dai piccoli lavoratori, dai borghesi e soprattutto cosa alquanto inaspettata da ragazzi di tutte le età. Duecento anni dopo la morte del compositore arriva a Praga un regista che gira proprio nello stesso teatro il suo film “Amadeus”.

Verso la metà del Trecento Carlo IV l’allora re della città, fondò una delle università più antiche in Europa, nonché la più antica dell’Europa Centrale, che tutt’oggi occupa un grande numero di facoltà.

Molto importante è anche l’orologio astronomico della città, monumento scientifico del periodo medioevale, una delle più importanti attrazioni turistiche del paese situato nella Piazza della Città Vecchia.

Per concludere il nostro tour in bellezza, l’ultimo giorno ci siamo recati sul Ponte Carlo, lo storico ponte che sulla Moldava separa/collega la Città Vecchia con il quartiere di Malà Strana. Il ponte è il più famoso monumento della città e durante tutto l’anno è sempre frequentato da artisti di strada, musicisti e venditori di souvenir.

Insomma, una vera e propria esperienza indimenticabile!

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